Il mito di Alfeo

alfeo
Alfeo e Aretusa a Siracusa

Come tutte le opere poetiche anche L’attesa del raggio verde si può leggere a vari livelli: storico, sociologico, autobiografico ma anche mitologico e antropologico. A cominciare dal nome del protagonista Alfeo. Alfeo: il fiume greco, in parte sotterraneo, innamorato della ninfa Aretusa, trasformata nella sorgente omonima, che continua a inseguirla per sempre immettendo le sue acque nel mare e mescolandole con la sorgente. È anche quella di Alfeo una ricerca innamorata, che non desiste di fronte all’ostilità dell’ambiente esterno e ai dubbi interiori e non finisce mai, come è incompiuto il racconto. Come in un percorso misterico le tappe del viaggio sono scandite da figure simboliche da messaggeri e da guide, verso un fine di liberazione che non è individuale, come nei misteri eleusini, ma deve avere uno sbocco collettivo, l’incontro con un nucleo di persone: i “suoi”, preludio di una società non più basata sulla prevaricazione e sul possesso ma sul riconoscimento dell’altro. Le figure che l’accompagnano sono figure mitiche: la Grande Madre Flora, l’organizzatrice del tempo e dello spazio, che scandisce con la festa, il teatro, la musica, la danza e si sovrappone a Letizia, la madre perduta; Giovanna, la Dea dell’Arte e dell’Amore e dell’Armonia e della Bellezza; i Ragazzi, figure di gioventù perenne che si prendono la rivincita verso una società che vuole sommergerli. E una moltitudine di Emarginati con il compito di Messaggeri del Male di Vivere in una società malata, ma anche portatore della speranza e della gioia. 

Il valore storico e antropologico della Parabola, come l’autore ha sottotitolato il racconto, è evidente nella distinzione tra “nomadi e stanziali” un passaggio fondamentale nella storia dell’Uomo, una rottura che deve essere superata. I nomadi sono rimasti sconfitti e proprio per questo hanno conservato tutte le forze ancestrali più positive, non dogmatiche, “vive”, di riconciliazione tra SACRO e PROFANO. E solo loro, forse il nostro futuro, possono accompagnare Alfeo nel BOSCO SACRO del Convento francescano dove il patto NATURA – UOMO – DIO può essere sancito.

Un viaggio iniziatico che compie il suo giro in vista della Madre Grecia da dove tutto è partito.  

Questa strofa della poesia Plenilunio a Corfù tratta dalla raccolta di poesie Uscire dal Buio, ci sembra che esprima questo senso di riconciliazione che suscita il mito nell’animo dell’autore.

… Il riflesso remoto

della favola egea

è davvero un respiro

un balsamico risorgere

della tua perduta serenità,

corfu
Corfù

che scioglie

nella mattina antelucana

il tuo viluppo

di stordimenti pazzi

senza colore

senza forma?

L’attesa del raggio verde

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Il romanzo di Vittorio L’attesa del raggio verde scritto fino all’ultimo giorno, non è un libro fatto per essere spiegato con un discorso breve. È un viaggio che evidentemente si svolge nel momento storico attuale, un momento in cui l’individuo perde i punti di riferimento consolidati e prova il “rischio della perdita” come dice De Martino ne “Il mondo Magico”. È la storia di Alfeo e del suo viaggio alla ricerca di quel raggio verde che rappresenta il momento culminante della scoperta di sè all’interno di un’umanità corale.

Alfeo è un giovane all’ingresso della maturità che ha perso la madre, la sua comunità adolescenziale e ha rinnegato il padre padrone, rappresentante di un mondo basato sul denaro e la violenza, il mondo del “TU DEVI” entro l’involucro sociale di chi conta e di chi con qualche ruolo “rappresenta il progresso”. Ha visto il disgregarsi di una struttura economica, politica e sociale fino al suo completo dissolvimento.

Per Alfeo inizia il cammino che non ha una direzione precisa, “un andare a caso non importa dove”, ma con l’obiettivo di cercare e ritrovare un mondo con l’armonia passata da compiere nel futuro.

Ma per questa rivelazione ci vuole l’incontro, la comunicazione, il ritrovarsi con i “Suoi” divenuto simbolo di una rinnovata comunità umana “credente ma capace ancora del dubbio”.

Tutto il cammino di Alfeo ha un andamento musicale, come nella musica la sua ricerca è un susseguirsi di fughe e ritorni, di crescendo e diminuendo, di apertura alla gioia e sprofondamento nella solitudine.

I vari temi ritornano continuamente variati d’intensità e ritmo.

Tutto questo intreccio a volte labile a volte intenso, è condotto con pacata ma sotterraneamente intensa passione. Ed è questa la cifra stilistica della scrittura del romanzo.

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Alla presentazione de L’attesa del raggio verde: Gabriella Macucci relatrice, Luca Biagini e Barbara Lo Gaglio lettori

L’ultima donna ne L’attesa del raggio verde

Nell’ultimo romanzo scritto L’attesa del raggio verde compare una donna diversa dalle altre protagoniste: Giovanna. Giovanna è un’amica-amore d’infanzia e di adolescenza che accompagna Alfeo in tutto il suo viaggio, facendo da filo conduttore nel suo cammino alla ricerca di sé in mezzo agli altri in una società desertificata. È un cammino che non può avere una direzione precisa, ma la direzione è necessaria e Giovanna ne è guida spirituale. Questa donna appare in tutte le diverse tappe del viaggio e porta in sé il senso della vita. Giovanna è anche figura viva della musica, della poesia e dell’arte, annunciata sempre da “arcane sonorità” con “fruscii di ali”, “arpeggi flebili”, dal “misterioso rumore di acqua nel torrente che si avvicina a poco a poco”, “un bisbiglio lieve e argentino”, un “ronzio lontano di api”, che aprono la strada all’esplosione gioiosa e sicura del clarinetto che lei suona. Vittorio la vede in tutte le cose sonore corali della natura.

Giovanna è incitamento e consolazione e solo lei può annunciare la riconciliazione fra il sacro e il profano, tra la natura e l’uomo e accompagnare i “nomadi”, gli “uomini veri” nel loro viaggio di testimonianza.

Alla fine del romanzo, testamento definitivo dell’autore, Giovanna arriva su una imbarcazione silenziosa, in una visione tra sogno e realtà, insieme ai suoi ragazzi, di Alfeo, sparsi per il mondo.

Ma ecco: dalla piccola nave scendono tutti insieme a quella improvvisata darsena selvaggia “i ragazzi”.

Li rivede come li ha sempre veduti, ma diventati grandi come Giovanna e come lui.

– Alfeo, ci siamo dati alla poesia un po’ tutti sai…

–Poeti?…perché? –chiede incuriosito…

– Per rinforzare di un’armatura solida quelle tue fantasie, che erano e sono anche le nostre, Alfeo ….

Giovanna ha portato i ragazzi a dare il saluto finale al maestro di vita, perchè è la donna che è anche Gea, madre terra, salvatrice. atena-suona-laulos-taranto-375-350-a-c

Ilaria

A proposito del discorso sulle donne protagoniste dei romanzi di Vittorio pensiamo sia giunto il momento di affrontare un romanzo inedito incentrato proprio sul processo di liberazione e sui fatti che la condizionano e la mettono in crisi nel rapporto con l’uomo. Lo scrittore in questo romanzo non parla in prima persona ma fa parlare Ilaria analizzando il suo stato psicologico con grande immedesimazione. All’inizio Ilaria appare disillusa: vive ormai un amore guastato, in cui si sono persi gli ideali, le connessioni, la sintonia dei primi tempi che portava la coppia a sognare una rivoluzione insieme. Erano una coppia ribelle che viveva nella speranza e nel sogno di un futuro diverso. Succede poi che uno dei due, in questo caso Michele, rientra nella routine piccolo borghese lasciandola nel mezzo del guado. Ha tradito le sue aspettative come le tradirà in generale la storia del Movimento del ’68 momento storico in cui si svolge il racconto. ilaria

Scritto nel 1986.

simoneysarte Jean – Paul Sarte e Simone de Beauvoir, una coppia libera.

Le donne nell’opera di Vittorio

In tutti i romanzi di Vittorio Campanella sono presenti delle figure femminili sia come comprimarie che come protagoniste. Ilaria, Giovanna, Thead, Delia, Stefania sono arrivate attraverso esperienze varie ma sempre di sopraffazione a una consapevolezza della propria persona e di conseguenza alla necessità di cercare una propria identità che vada al di là delle ipocrite convenzioni, che banalizzano anche l’uguaglianza. Queste donne si devono “liberare” e questa lunga lotta di liberazione impedisce loro di ricreare un rapporto di coppia con l’uomo basato sulla tradizione (anche se con i relativi aggiornamenti). Questo comporta spesso la solitudine. Non impedisce comunque un rapporto amoroso profondo e basato sulla crescita reciproca come singoli e solo poi come coppia.

Le donne protagoniste non hanno figli. La maternità è contemplata come una salvazione, un dono, un fatto imprescindibile e naturale ( come Ludmila ne L’orso di roccia, portatrice di salvezza; il suo bambino è speranza per tutti, unisce la comunità). Ma la donna “protagonista” deve prima cercare se stessa per non ripetere la catena di sopraffazione.

Se l’uomo prende coraggio dal rapporto con la donna, lei però crea una rottura da definire.

Era la donna…

Era solo la donna che “vicina a lui”, cercava se stessa, e cercava una profonda ragione di vita.

Don Chisciotte miliardario

Apparentemente queste figure di donne sembrano romantiche, visioni poetiche, mentre in realtà affrontano un problema attualissimo che comprende il ruolo della coppia nella società, il rifiuto della maternità, la parità tra i generi, che non vuol dire omologazione. vita-a-senso-unico-immagini-divertenti-tra-donna-e-uomo

Gli espropri – La sfida

Le terre, molte e diverse e in diverse località, dovevano essere occupate da nuovi imprenditori per reti viarie, per insediamenti industriali, per edificazioni di varia natura.

Tutto diventava “sorgente di profitto”.

«E qualche disoccupato avrebbe trovato lavoro!» concedeva qualche socio. La fertilità sarebbe consistita nel “creare merci”.

Di qualsiasi genere… «A lei signor Mazzetto la parola!…»

….«Si!» disse ad alta voce «Ho una proposta da fare… quel che occorre spendere per gli espropri, consiglierei di depositarlo in banca, invece di distribuirlo subito “brevi manu” ai singoli interessati»… E la sua proposta fu accolta. …

Comprare lui tutto, somme versate e interessi.

Comprare l’immunità dei liberi figli della terra.

Espropri non ce ne dovevano essere. Neppure l’ombra. Terre vive per merci no!

Respiri d’uomini in cambio di quel carosello di illimitate circolazioni di profitto… Ecco il primo progetto.

… Col passare del tempo tuttavia molti furono i suoi complici guadagnati a quella sua causa anche se non erano la maggioranza.

Aveva completato il “risveglio” intanto.

Cogliendo il vero perché di quelle defezioni imprevedibili.

Organi di stampa, radio, televisione, mezzi di diffusa informazione. Tutte le “cabale magiche” della grande “fabbrica del profitto”. … E l’operazione soprattutto procedeva segreta.

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